Anno all'estero: l'esperienza neigli USA di Camilla

Mi chiamo Camilla, ho quasi 18 anni e sono una studentessa. In Italia frequento il Liceo Internazionale Europeo Altiero Spinelli di Torino, indirizzo Linguistico EsaBac, che prevede di sostenere la maturità sia in lingua italiana che in francese. Siccome le lingue straniere, e in particolare dall'inglese, da sempre mi affascinano, mi piacerebbe continuare a dedicarmi allo studio di questa lingua: in particolare riuscire ad approfondirla e trovare un corso di studi in Italia o all'estero. Un'altra grandissima passione è la danza, che coltivo da quando avevo tre anni. Studio la classica, la moderna-jazz e la contemporanea, per sei-otto ore a settimana. Mi piace perché è un modo per esprimere me stessa e liberarmi e sfogarmi senza essere giudicata.  

All'inizio della terza liceo ho iniziato a vedere alcune mie compagne interessarsi all'anno all'estero. Con i miei genitori ci siamo informati presso diverse associazioni per valutare la più valida. Ci siamo rivolti a WEP e verso gennaio, dopo alcuni mesi di incertezza, ho cominciato a compilare l'iscrizione e i moduli necessari. Inizialmente ero un po' dubbiosa su questa esperienza perché mi avrebbe portata alla lontananza dalla propria famiglia e dalla mia vita per un lungo periodo di tempo, per non parlare del rientro a scuola che mi ha spaventata notevolmente. Con il passare dei mesi però, mi sono resa conto dell'opportunità che avrei perso e di quanto mi sarei pentita se non fossi partita. Per cui sono riuscita a trovare un valido compromesso: iscrivermi per un soggiorno di sei mesi, che però una volta negli Stati Uniti ho deciso di estendere a un anno.

Il bando per l'assegnazione delle borse di studio ITACA ci è stato presentato da alcune associazioni che hanno proposto i soggiorni all'estero presso la mia scuola e abbiamo tratto informazioni anche dall'area dedicata sul sito WEP.

Ho scelto il programma Exchange offerto da WEP perché, dopo la consulenza con le persone dell'ufficio, ho ritenuto fosse l'opzione migliore. Fin da subito WEP mi ha dato sicurezza e garanzia di essere un'organizzazione seria e ben strutturata.

Ho trascorso il mio soggiorno nella cittadina di Fenton in Michigan, USA. Avendo scelto il programma Exchange, ho potuto scegliere il Paese in cui avrei voluto trascorrere il mio soggiorno ma non ho avuto la possibilità di selezionare un luogo preciso al suo interno. Ho scelto gli Stati Uniti perché sin da piccola è sempre stata la meta dei miei sogni. Gli USA mi hanno sempre affascinata: l'idea che in un solo Paese potessero esserci tanti Stati, ognuno diverso dall'altro, ma allo stesso tempo tutti uniti sotto un'unica bandiera, mi ha sempre incuriosita. Quindi, riuscire a realizzare il mio "American Dream" è stata una bellissima e coinvolgente avventura.

Una delle principali differenze che ho riscontrato vivendo in un Paese americano, non troppo piccolo, è la mentalità più circoscritta al loro ambiente e abitudinaria rispetto a quella italiana. Per quanto riguarda la scuola, i corsi sono molti di più rispetto a quelli offerti dai licei italiani e soprattutto ogni anno c'è la possibilità di scegliere indirizzi diversi. Questo comporta che le materie siano meno approfondite e dettagliate se paragonate a quelle italiane che si seguono per cinque anni. Un'altra differenza è il cambiamento di aule e compagni ogni ora, che permette di cambiare aria e di conoscere tante persone.

Negli USA, mi sono iscritta a una scuola di danza, che ho frequentato tutto l'anno con due lezioni settimanali. Durante la stagione invernale ho deciso di entrare anche a far parte dello Ski Team della scuola. Avendo già esperienza, ho avuto modo di perfezionare la mia competenza in questo sport, oltre a scoprire un nuovo modo per socializzare e trascorrere i pomeriggi all'aperto, allenandomi insieme a simpatici ragazzi americani che sono poi diventati i miei migliori amici. Nella stagione primaverile, invece, mi sono dedicata all'atletica, una nuova esperienza per me, e sono entrata nella squadra della scuola, molto numerosa e variegata. Anche qui ho conosciuto nuovi ragazzi, mi sono confrontata con persone diverse e mi sono fatta tanti amici con cui ho trascorso molto tempo libero.

Per concludere, posso dire che l'anno all'estero mi ha arricchita sotto tantissimi punti di vista: culturale, caratteriale, personale; ho imparato a essere indipendente, ho scoperto il mondo, ma soprattutto ho conosciuto nuovi parti di me. A chi deve ancora partire consiglio di non essere timido, di non chiudersi o vergognarsi. L'Esperienza è ciò che arricchisce veramente, ciò che fa crescere e provare cose diverse che in Italia non si sarebbero incontrate: solo così si conosce una nuova cultura.

Grazie e in bocca al lupo per tutto!

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