Anno all'estero: l'esperienza di Marica nei Paesi Bassi

Sono Marica Schirru e ho 17 anni; vengo da un paese in provincia di Cagliari e frequento il liceo classico. Il mio percorso universitario è ancora un'incognita, dopo l'anno all'estero penso sceglierò di fare un corso di studi in relazioni internazionali; ciò che è certo è che continuerò a viaggiare il più possibile. Frequento inoltre il conservatorio, dove studio il violoncello.

Ho deciso di studiare all'estero molto presto, fin dalle medie. Non avendo viaggiato molto nella mia vita, ho sempre sentito il bisogno di vedere cose nuove e vivere esperienze diverse: andare all'estero era la scelta migliore, ma la vita da turista non era la soluzione adatta. Sicuramente vivere in una famiglia ospitante e stare in un Paese straniero a lungo è l'esperienza più completa; per questo ho scelto questa strada. Mi ci è voluto molto tempo per convincere i miei genitori, ma grazie alla mia perseveranza (parecchia perseveranza) ci sono riuscita. Essendo così determinata, ho fatto varie ricerche al riguardo e sono arrivata alla conclusione che, per destinazioni e prezzi, WEP è stata la scelta migliore. Anche l'assistenza ricevuta ha giocato un ruolo importante per la mia scelta: WEP ha sempre risposto tempestivamente ad ogni mia email, dandomi non poca sicurezza per le mie scelte. Sul sito di WEP, poi, ho trovato il bando ITACA: è stata una fortuna. Infatti, una delle ragioni per le quali i miei genitori erano scettici, era il costo; se non fosse stato per il bando ITACA non sarei sicuramente partita.

Ho trascorso undici mesi ad Hengelo, nei Paesi Bassi, proprio al confine con la Germania. Ho scelto questo Paese poiché il Nord Europa mi ha sempre affascinato e leggendo spesso di quanto sia all'avanguardia rispetto alla calda isola in cui sono confinata, ho voluto verificarlo in prima persona. Inoltre, ho sempre trovato geniale il trasporto in bicicletta rispetto a quello con mezzi motorizzati.

Una delle cose più belle dell'Europa è che convivono culture diverse in uno spazio molto piccolo: i Paesi Bassi, per quanto vicini all'Italia, differiscono su diversi punti. Per prima cosa non esiste un solo studente che non abbia un'agenda sul cellulare, con orari scolastici, sportivi e lavorativi. Persino quando si organizza una passeggiata dopo scuola bisogna prima controllare l'agenda. Un'altra particolarità è che praticamente tutti i ragazzi e le ragazze, dai 16 anni in poi, lavorano. Questi orari ferrei, oltre a una diligenza pressoché assoluta, sono stati il mio primo shock culturale.

Per quanto riguarda la scuola, ho trovato molto stimolante poter scegliere i miei corsi e dover cambiare aula ogni ora. Nei Paesi Bassi, tuttavia, la scuola non organizza nessuna attività sportiva o artistica: per questo bisogna rivolgersi ai club presenti in città – ma essendo un Paese piccolo ma parecchio popolato, più o meno ovunque si trovano attività di diverso tipo. Io, ad esempio, ho continuato lo studio del violoncello in una scuola di musica nella mia città e sono entrata a far parte dell'orchestra giovanile regionale, con cui ho fatto un tour a Praga poco prima del mio ritorno in Italia.
La mia esperienza in una frase (o due)? "Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala", detta da mia madre nel momento in cui, in mezzo al nulla e con la bici rotta, ho chiamato casa in cerca di supporto. Disavventura a parte, questo è il motto che rispecchia l'intera mia esperienza, ricca di momenti meravigliosi ma anche difficili. Ed è ciò che vorrei dire ai futuri Weppini: ci saranno tanti momenti difficili, ma saranno quelli più preziosi e senza dubbio quelli che vi faranno crescere di più. Abbiate il coraggio di mettervi in gioco e godetevi pure i momenti imbarazzanti, perché un'esperienza del genere alla nostra età è davvero unica. Siate pronti a tutto, perché la realtà è sempre parecchio diversa dalle aspettative – cosa che rende l'esperienza molto più divertente.

Grazie per l'incredibile opportunità che mi avete offerto!

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